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Il duomo di Santo Stefano, consacrato nel 1147, con il suo campanile alto 137m, che i viennesi affettuosamente chiamano Stefanino, è senza dubbio il simbolo della città. La costruzione iniziò in periodo ancora tardo-romanico, sotto l’ultimo principe della dinastia Babenberger, Federico II. A quest’epoca risale il grande portale (circa 1240) sul lato ovest della chiesa, fino ad oggi conservato, considerato la più importante opera d’arte tardo-romanica dell’Austria. Altri lavori furono condotti durante la fase gotica sotto Rodolfo IV: fra questi la torre sud (Torre di S. Stefano), terminata verso il 1433. Le parti più recenti dell’edificio, la torre nord e la torre campanaria, sono del XVI sec. In quanto massimo edificio sacro di Vienna e sede del cardinale-arcivescovo, il duomo di S. Stefano ospita numerose significative opere di tutte le epoche della sua esistenza. Nominiamo qui soltanto le principali:
All’interno, ai piedi di uno dei pilastri, si può ammirare il pulpito (1514-15), creato dal maestro Antonio Pilgram, alto 4 metri, capolavoro dell’arte dello scalpellino tardo-gotica. Oltre a diverse curiosità interessanti, come la tomba gotica dell’imperatore Federico II o la famosa campana, la Pumerin, alla cui postazione si può salire con un ascensore, sotto la chiesa si trova il sistema di gallerie ampiamente ramificato delle catacombe, e la tomba ducale del XIV sec., in cui vengono conservati gli organi interni e i cuori degli Asburgo (le tombe sono invece poste nella Cripta dei Cappuccini). Fino al 1732 la piazza di Santo Stefano era un cimitero, il che spiega le numerose pietre tombali sulla facciata del duomo.
Nel corso degli scavi per la costruzione della metropolitana furono rinvenute le mura portanti della cappella di S. Virgilio, sulla quale oggi si può gettare un’occhiata dall’area della stazione Stephansplatz.
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